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Crinoidopoli Puerto Galera 2010 il ritorno |
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L'isola di Mindoro, ci aspetta con le sue contraddizioni, le sue bellezze e i suoi misteri. Quel mare niente affatto prevedibile nè scontato, può rivelarsi intrigante, sorprendente. Nella baietta tranquilla a Puerto Galera, tornare al Fishermen's Cove dopo l'immersione, a marzo 2010, è stato sempre come tornare a casa, a cuccia. Fuori tutto il resto, i pesci, i coralli, le spugne, la corrente, il termoclino, e quelle migliaia e migliaia di crinoidi coloratissimi, come fossero grandinati dappertutto sul reef. Le immersioni qui non sono soltanto da macro; la vita non si è risparmiata nelle creature qui sotto, rigogliose, sane, piene di vigore.
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Sul pelo dell'acqua, le barche a bilanciere slittano veloci, a guardia di questo paradiso tanto lontano ma altrettanto raggiungibile. Il sorriso dei filippini all'inizio sembra di maniera, come stampato sulla faccia, una sorta di effetto grafico di sovrapposizione di immagini, invece ascoltandoli parlare il sorriso si apprezza anche nella voce, nelle intenzioni, nel modo leggero di approcciare la vita e le altre persone. Tutto sembra immobile, senza un passato, senza un futuro. Il tempo si ferma, non c'e traccia d'altro, se non di questa natura e questa calma spettacolari. Lontano, i suoni nella nostra civiltà, anche lei grandinata quaggiù come i crinoidi, anche lei senza un passato nè un futuro apparente: la connessione internet, il motore delle moto, le suonerie dei cellulari, il ronzio lontanissimo degli altoparlanti che diffondono pubblicità elettorali per le prossime imminenti votazioni. Ma anche questo è lontano, al di là della collina, e se voglio non c'è più. |
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Se dovessi ringraziare Giuseppe per le grigliate, l'olio extravergine o il carpaccio squisito, sarei banale e per niente originale. Invece lo ringrazio per aver testardamente voluto continuare a credere al suo sogno: "una capanna al caldo", adesso anche molto di più, una piscina, nuovi bungalow, massaggi, fiori, legno massello e tanta cura per tutti noi. Ricorderò sempre la proverbiale generosità di Paolo, senza riserve, anche con la febbre, nel portarmi a scovare i miei animali preferiti (spesso conoscendone anche il nome scientifico), e contemporaneamente nel preoccuparsi anche di tutto il resto. Ero già stata qui nel 1999, l'altro secolo, e spero di non dover aspettare altri 11 anni per tornare da voi. Grazie.
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