Le  gorgonie  di  Dahab

Il nome di questa piccola cittadina, affacciata sul lato  sud orientale della penisola del Sinai, significa oro.  In effetti,  scenari caldi e soleggiati sono il contesto che la contraddistingue: deserto, cammelli, mare, sole, sabbia, rocce, vento caldo.  Quelle lunghe chiacchierate sotto le tende beduine, seduti sui tappeti, tra i cuscini, a sorseggiare  bevande  aromatiche prima delle immersioni, sono i momenti  che ricordo con maggiore  nostalgia, oltre  che,  naturalmente, quel fantastico mare.

Il Sinai, essendo divenuto egiziano solo dal 1979, conserva  una connotazione culturale ben distinta dal resto della Repubblica Egiziana.

La cultura beduina, il rigore delle abitudini, il modo di vivere, di ragionare, di concepire le relazioni sociali e la lealtà, di  cibarsi, vestire, contraddistinguono questa zona e la sua popolazione, come  un mondo davvero a parte rispetto al resto della nazione, ricordando molto di più il territorio saudita, dirimpettaio  distante poche decine di chilometri  dall’altra sponda del Mar Rosso. D’altra parte la penisola  costituisce l’unica  zona asiatica dell’Egitto, essendo situata immediatamente  ad oriente del Canale  di Suez e a ovest del  Golfo   di Aqaba. Lo scenario del borgo abitato si caratterizza per le coloratissime  tende-bar sul lungomare, le donne con i lunghi e larghi  vestiti  neri ricamatissimi, gli animali  tenuti per le strade accanto alle auto e,  sullo sfondo,  rocce e tanto deserto... In questo habitat, solo  qui e la contaminato  dalle suonerie dei cellulari  o dal rumore  e dall’odore del motore  dei mezzi di trasporto alternativi  a quelli con le gobbe, da qualche anno  si stanno affacciando la subacquea, i subacquei ed il loro mondo.

    
Niente a che vedere con l’affollamento di Sharm El-Sheikh, con la moltidudine delle proposte  commerciali, con la fretta, la gara ad accaparrarsi  l’ultimo diver, con le barche agganciate le une alle altre sul gavitello dei punti di immersione, con la musica ad alto volume, con il pigia pigia delle serate  ecc.

Quì  tutto è calmo, c’è spazio, c’è tempo.

  

 

 Le immersioni che  nel mio  soggiorno ad agosto  2009 mi hanno colpito di più sono state quelle al “Parco del Sud“, che riflettono pienamente lo spirito  di questa terra e di questa gente.

Un nome per tutti  “ Golden Bloks“.

 E come poteva chiamarsi  diversamente un sito d’immersione che comincia   con grandi blocchi di   madrepore  giallo oro, in forma di foglie sovrapposte  “pecninia lactuca “ e “pavona Cactus “, che procede lungo un pendio  di sabbia  e strati di ricamatissimo corallo tavola, prosegue, sotto il ciglio del reef, fino ad una meravigliosa gigantesca gorgonia rosa, larga almeno  4 metri e alta 2, a soli  21 metri di profondità?

Noto e suggestivo è anche il punto chiamato Blue Hole, situato a nord della cittadina, caratterizzato da un cratere circolare nella barriera corallina, che da pochissimi metri, scende fino ai 100 e che si può approcciare sia calandosi dal ciglio del reef nella parte concava, che entrandoci attraverso una apertura ai  50 metri, aperta sulla parete esterna, quella convessa.

 

Le  gorgonie  sono  un magnifico esempio di come  la natura  abbia trovato  modo di esprimere la sua complessità e la sua eleganza,  in queste forme, tanto leggiadre ed, allo stesso tempo robustissime. Appartenenti all’ordine dei  gorgonacei, in questo  luogo del mondo si trovano   begli esemplari  di  “gorgonia melitea“, con rami nodosi spesso  rosa o arancione, e di  “gorgonia suberogorgia”, maestosa, un vero e proprio  guardiano del reef!   

  

Grazie  a Barbara Alessi  per la sua guida e la sua amicizia.

 

 

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