La risorgenza di "capo d'acqua  "

 

di luca Mezi 

 

foto subacquee di

Mario Marconi 


Dopo vari rinvii, dovuti principalmente ai molteplici e disparati
impegni di ogni singolo componente del nostro gruppo, riusciamo
finalmente ad organizzare un'immersione nella risorgenza di Capo
d'Acqua, nei pressi di Frosinone.
Questa grotta, esplorata, cartografata ed armata nel 2001 dal gruppo
speleo-sub MIZAR, e' una delle piu' belle e sorprendenti risorgenze del
Lazio. Da "fuori" sicuramente non ci si aspetta di trovare una cavita'
cosi' estesa, articolata ed interessante. Per sfruttare la ridicola
portata d'acqua che ne viene fuori, sono state costruite delle piccole
dighe in muratura che formano una sorta di mini laghetto. Poi c'e' una
spece di "buco/spaccatura" che, a prima vista, sembra non portare a
nulla di interessante. Errore! La grotta si estende per piu' di 200m
(la parte esplorata e sagolata arriva a 210m circa, ma probabilmente si
puo' proseguire) raggiungendo una profondita' massima di circa 30m,
mantenendo una profondita' media di una 20na di metri abbondante. La
temperatura dell'acqua di circa 14 gradi, suggerisce anche la presenza
di una qualche sorgente termale o comunque proveniente dal profondo.
Anche la natura delle pareti, ricoperte di lame di erosione, buchi e
sporgenze di tutte le forme, fa pensare ad un'acqua dotata di un certo
potere corrosivo, quindi alla presenza di varie sostanze disciolte in
essa. Una volta entrati, poi, ci si rende conto che, data l'ampiezza e
la complessita' della grotta, in passato la portata della risorgenza
doveva essere ben maggiore di quella attuale. Inoltre si intuisce che,
attualmente, una buona parte dell'acqua di questa risorgenza non va a
finire nel su citato laghetto, ma, probabilmente, prosegue in altri
piccoli rami sotterranei inesplorati. La presenza di pesci (trote
anche di una certa dimensione), infine, fa pensare a qualche
"collegamento segreto" con qualche torrente della zona. Insomma, una
grotta ancora da scoprire!luca mentre scivola lungo la sagola
L'appuntamento e' al casello per Frosinone alle 18:00 del 10 luglio
2002. Carlo Marcheggiani mi passa a prendere a casa e, con la sua Passat
stracarica delle nostre attrezzature, arriviamo un po' in anticipo
all'appuntamento. Strano, ma questo e' un buon segno! Mario Marconi,
puntuale e precisissimo in tutto come sempre, ci raggiunge all'orario
stabilito. Con lui c'e' anche Gianni Marconi che ci dara' una valente
mano nei preparativi, nella vestizione etc. etc. Ci incontriamo
brevemente anche con Giancarlo Spaziani, uno degli speleo-sub che hanno
armato e "rilevato" la risorgenza, per un saluto (Giancarlo si sarebbe
dovuto immergere con noi, ma, purtroppo, un impegno improvviso gli ha
impedito di venire con noi in acqua) e, dopo un rapido brindisi,
purtroppo totalmente analcolico, ci dirigiamo verso la risorgenza.
Devo dire che il luogo e' veramente comodo, particolare e bello. Si
parcheggia in un piazzale vicinissimo alla grotta; ci si veste con
facilita' appoggiando i bi-bombola sopra un muretto che sembra fatto
apposta, poi, rallegrati dallo scampanio di un gregge di pecore che sta
sempre li' vicino, ci si incammina lungo i pochi metri di fiumiciattolo
da percorrere, con l'acqua alle ginocchia, per arrivare all'imboccatura
della grotta. Dopo aver scavalcato la diga in muratura, effettuati gli
ultimi controlli e presi gli ultimi accordi, siamo pronti per entrare
nella grotta, immergendoci "in quel buco nero".
luca e carlo mentre osservano una parte della grotta
Probabilmente per non incoraggiare l'ingresso di "non addetti ai
lavori", la sagola e' stata fatta partire non da fuori, ma da un punto
che si trova qualche metro dentro la grotta da cui, pero', si vede bene
l'uscita in tutte le condizioni. Si dovrebbe comunque sagolare, ma, per
chi vede, in questo caso, e' veramente inutile. Mario e' avanti e Carlo
mi accompagna all'inizio della sagola. Da qui saro' indipendente. La
prossima volta, comunque, sagolero' dall'ingresso. Cosi', per mia
soddisfazione personale! Per un non vedente come me, anche un metro o
meno, puo' significare "il non trovare". E' forse questo aspetto che
rende la mia collaborazione con gli speleo-sub cosi' reciprocamente
importante.luca mentre osserva un frazionamento della sagola
Tutto OK. Prima di entrare Mario mi aveva comunicato i suoi
(220,220) bar. Mi faccio comunicare, tattilmente da Carlo, la pressione
delle mie e delle sue bombole: (200,200), (200,200). Tutti abbiamo dei
bi-bombola 10+10 non travasanti. Per la regola dei terzi, che in una
grotta come questa DEVE essere assolutamente rispettata, bisognera', al
massimo, iniziare il rientro quando la pressione sara' scesa a
(140,140).
Comincio a muovermi lungo la sagola che e' posizionata e frazionata
magistralmente. Carlo mi segue e Mario mi precede. La grotta e' ampia
e ci si muove molto bene. Dopo una prima discesa a circa 5m si risale un
po', poi, c'e' una curva e si comincia a riscendere. Come gia' detto, la
grotta e' molto complessa: sale, scende, risale, curva etc. etc.
Proseguo lungo la sagola tranquillamente "superando" le varie asperita'.
Ho sia il casco che i copri rubinetti. Non sarei potuto andare senza!
Ora sono nel punto piu' profondo 29m, che si trova a 80-90m
dall'ingresso, e si comincia a risalire. Mi fermo ed aspetto che Carlo
mi raggiunga: voglio sapere quanta aria abbiamo!
OK, 4*170 bar, si prosegue. Mario, munito di fotocamera digitale, sta
cercando di fare delle foto. Poi, purtroppo, mi diranno che "correvo
troppo" e ne ha potute fare poche, ma alcune pare siano molto belle!
Percorsi altri 30m circa, dopo un frazionamento, mi rendo conto che
la sagola e' in bando e che finisce, mozzata, 2 palmi piu' avanti.
Probabilmente si e' rotta. Mi fermo e cerco di capire se, senza lasciare
la sagola che ho nella mano destra, posso trovare dove prosegue. No, non
trovo nulla nel range esplorabile in questo modo. Essendoci sia Carlo
che Mario nei paraggi, decido subito che non vale la pena di iniziare
una manovra di ricerca con il mio reel, ma, comunque, mi pongo le due
seguenti alternative:
1) mi giro e torno;
2) Carlo e/o Mario mi indicheranno dove la sagola prosegue e mi faranno
anche vedere che la possono ricollegare correttamente.
Stabilisco mentalmente un time-out di 2 minuti, esaurito il quale,
scegliero' l'opzione 1). Nemmeno allo scadere del primo minuto, Carlo mi
ha fatto gia' vedere dove prosegue la sagola e Mario sta lavorando per
ricongiungerla. Siamo sotto da una 20na di minuti, avremo percorso circa
120-130m, ho (160,150) bar. Vado avanti. "Cammino" ancora per parecchio,
una 60-70na di metri direi. Mi fermo per sapere quanta aria ho: Carlo
arriva subito, legge e mi comunica (150,130) bar. Devo rientrare!
Peccato, abbiamo percorso circa 190-200m e mancano solo pochi metri alla
fine della sagolatura, ma DEVO rientrare!
In media ho (140,140) bar, ma con una bottiglia sono andato sotto.
NON DOVEVA SUCCEDERE!! Mi servira' di insegnamento!!
Cominciamo a rientrare. Carlo, che e' un MAESTRO (e puo' leggersi i
manometri ogni volta che vuole senza perdere tempo), ha (140,140) bar
perfettamente bilanciati! Ho anche consumato (e fatto consumare) un po'
piu' del dovuto perche' "ho corso" troppo. Anche questo mi servira' di
lezione!luca e carlo emersi nella campana d'aria della grotta
Ho gia' ripercorso parecchia strada, Carlo mi chiama e mi fa vedere
una interessante lama di roccia che viene su dal fondo della galleria
dividendola quasi in due rami. La forma di tutti quei "ghiri-goro"
sulle pareti e sul soffitto della grotta e' interessantissima, sempre
diversa. Ho gia' ri-superato il punto in cui la sagola si era interrotta
ed il punto a 29m di profondita'. Prima di uscire emergiamo per qualche
minuto in una campana d'aria respirabile che si trova ad una 30na di
metri dall'uscita, per scambiarci a "caldo" le prime impressioni.
BELLISSIMO! Pensare che qui, a parte le luci dei miei compagni c'e' un
buio totale e perenne e' veramente suggestivo. Alzo una mano, ma non
riesco a toccare il soffitto, e' troppo alto qui. Mi sposto un po' e lo
tocco! Poi trovo uno spuntone acuminato di roccia che dal soffitto
arriva quasi alla superficie dell'acqua e penso, sorridendo, a chi dice
che il casco non serve!
Ci ri-immergiamo e proseguiamo la "marcia" lungo la sagola verso
l'uscita. Prima di ri-emergere definitivamente, sostiamo per 3-4 minuti
a 3m, anche se siamo in curva. Ecco la fine della sagola. Carlo mi
indica la direzione dell'uscita che e', in pratica, nella direzione
individuata dagli ultimi metri della sagola stessa. Ecco le prime erbe
che testimoniano la presenza della luce esterna. Siamo fuori!
Ho ancora (100,110) bar nelle bombole. L'immersione e' durata,
globalmente, 43 minuti. Circa tre quarti d'ora nei quali ho imparato
molto e mi sono veramente divertito! Devo dire che la speleologia
subacquea e' veramente unica. Le emozioni, l'esperienza e la
soddisfazione che puo' dare ad un subacqueo attento, sono veramente
eccezionali.
In immersione, i dati di profondita' e tempo mi vengono comunicati
dal mio fido, anche se obsoleto, computer parlante, ma, oltre ad
affinare ulteriormente i vari segnali tattili per la comunicazione di
tutte le altre cose che mi/ci servono, voglio assolutamente riprendere i
miei progetti di realizzazione di manometri tattili. Penso che ci
faciliterebbero notevolmente il lavoro. Comunque, per il momento sono
felice e soddisfatto cosi'!!!
La serata non poteva che terminare in uno splendido ristorante
proposto da Mario ad Anagni. Questa volta il brindisi e' finalmente
MOLTO ALCOLICO!!
Non vedo l'ora di cominciare un'altra avventura speleo-subacquea con
i miei amici.

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