Un altro modo di vedere il mare
.In Italia sono ormai numerose decine i non vedenti che praticano lo sport subacqueo. Nel mondo diverse centinaia .
A prima vista potrebbe sembrare abastanza strano che un cieco, il cui contatto con l'ambiente esterno e' fatto soprattutto di indicazioni sonore, completate e rinforzate da messaggi olfattivi, possa trovarsi a suo agio in un ambiente in cui domina il silenzio rotto soltanto dal rumore delle bolle che escono dall'erogatore.
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Anche il silenzio pero' ha il suo fascino, e non soltanto per chi puo' focalizzare tutta la sua attenzione sulle forme e sui colori che colpiscono la sua retina. Anche chi non vede avverte la bellezza quasi ipnotica del silenzio profondo ed e' portato a concentrare la sua attenzione sulle sensazioni tattili, sullo scorrere dell'acqua sulle parti scoperte del proprio corpo, sul variare della temperatura, sull'infinita varieta' di sensazioni trasmesse al cervello dai polpastrelli che accarezzano la flora e la fauna subacquea.
Anche i disabili visivi, poi, sono in grado di apprezzare, forse piu' ancora dei normovedenti, il piacere di sentirsi svincolati dalla forza di gravita', di poter quasi realizzare il vecchio sogno di Icaro, quello di librarsi in volo, di sfruttare pienamente le tre dimensioni, di poter compiere movimenti ed evoluzioni del tutto impossibili sulla terraferma.
Chi non vede, soprattutto se non ha mai avuto esperienze visive, tende a concepire lo spazio che lo circonda come un vuoto assoluto, un nulla per niente rassicurante, in quanto popolato di cose di cui non avverte la presenza se non per indizi indiretti, ma che possono urtarlo o cadergli addosso: l'aria e' un elemento troppo sottile e impalpabile per costituire una protezione. Invece, l'essere immersi, circondati, abbracciati dalla morbidezza di un liquido che non e' cosi' fluido da non far sentire la sua presenza intorno a noi e che rallenta tutti i movimenti, rendendoli ad un tempo meno pericolosi e piu' armoniosi, quasi una danza, e' estremamente rassicurante..